Terracotta

Prima con la terracotta, successivamente con il vetro, la Gandini plasma sui materiali prescelti, le forme esatte di varie parti del corpo, suo e d’altre persone, intesi come dei fossili, oppure dei ricordini ingranditi, belli e piacevoli, ai quali affida la memoria di quella sacralità, di quel bene fuggitivo e perduto rappresentato dai momenti sottratti alla funzionalità, all’ordine razionale. (…) Anche il vetro, che è il materiale preferito degli ultimi anni, parla d’assenza, anzi la sua caratteristica precipua è proprio quella d’essere assenza attraversata.

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